IL CANTO DEL CIGNO.

“…incredible moments… I’ve been driving in the most beautiful places, traveling around the world and fans are always be there for me. I’ve really met amazing people and made amazing friends. I have to say: I’ve been lucky. But now, I feel to start to slow down…”

“…momenti incredibili… Ho guidato nei luoghi più belli, viaggiando in giro per il mondo e i tifosi erano sempre lì per me. Ho davvero incontrato persone incredibili e costruito amicizie stupende. Devo dire: sono stato fortunato. Ma ora, mi sento di dover iniziare a rallentare…”

MIKKO HIRVONEN

Il “canto del cigno” è un modo per indicare l’ultima espressione degna di nota di una vita professionale o artistica che finisce.

Sembra che questo modo di dire provenga dallo struggente, ma al tempo stesso splendido verso che un cigno emette in punto di morte, quando il forte dolore e forse la consapevolezza di un imminente addio, gli concedono un canto inconsueto, ispirato, indimenticabile.

Quello del pilota finlandese Mikko Hirvonen, uno dei maggiori protagonisti dei Campionati del Mondo Rally degli ultimi 10 anni, si è “sentito” in questo week end, in occasione del Rally of Wales, l’ultimo atto della stagione iridata di quest’anno. Mikko aveva annunciato il suo ritiro qualche settimana fa con un bel video, molto confidenziale, intimo e personale, in cui ha guardato al suo passato, ha considerato il suo presente e ha deciso il suo futuro. Smettere di correre. Ha chiuso la sua carriera e la sua ultima gara, nel migliore dei modi possibili, con un secondo posto iridato, inchinandosi solamente al due volte Campione del Mondo, Sebastian Ogier.

Io e Hirvonen siamo quasi coetanei, lui ha un paio di anni in meno (purtroppo!) ma rallysticamente parlando, siamo nati insieme. Sfruttando la normativa finlandese, lui iniziò a correre a 16 anni, mentre io dovetti aspettare la patente per poter prendere il via alle gare.
Ci siamo incrociati anche in qualche rally, sia in Italia che all’estero. Lui da giovane era supportato da Timo Jouhki, un magnate del nord che ha sponsorizzato e fatto crescere i migliori piloti finlandesi approdati al mondiale. Io non ero supportato da nessuno e sgomitavo invano, a destra e sinistra per trovare le stesse possibilità che aveva lui di esprimersi. Ma questa è un’altra storia e non voglio recriminare. Lui è comunque stato bravo, si è giocato bene le sue carte e ha percorso la sua strada. Io la mia. In modo diverso e proporzionalmente a quanto investito, abbiamo portato avanti parallelamente le nostre carriere.

Questo suo ritiro dalle corse mi ha inevitabilmente richiamato alla mente la mia ultima gara di Campionato del Mondo Junior, ormai 8 anni fa, nel 2006 proprio al rally del Galles. Ho chiuso gli occhi e ho ricordato le immagini, i suoni, gli odori e perfino le sensazioni di quella gara. Quello che, dopo tanti anni, rimane indelebile dentro di me, è lo stato d’animo che avevo in quei giorni. Mi muovevo, guidavo e pensavo come se fossi in un gran finale di un film. Le mie espressioni e il mio modo di parlare erano malinconici e nostalgici, quasi epici.
Per me si stava chiudendo un ciclo. Venivo da tre anni di ascesa nel Campionato del Mondo Junior e, anche se per la mia età avrei ancora potuto correrci per un paio d’anni, avevo deciso che non avrei più ripetuto il mondiale. In quel momento non c’erano prospettive di crescita, non avevo nessun magnate alle spalle e nessuna possibilità di pagarmi un sedile di una vettura wrc per provare a sfidare Mikko e gli altri, per vedere cosa sarebbe successo. In qualche modo il mio sogno si spegneva. Non si era infranto, era semplicemente arrivato a un suo naturale epilogo. Stavo addirittura metabolizzando il fatto di rientrare in una vita comune, mi avviavo ad accettare di poter lavorare nell’azienda di famiglia e iniziare un nuovo capitolo della mia vita. Ma anche questa è un’altra storia e non ne voglio parlare.

Ho riguardato il video di Mikko Hirvonen e ho rivisto me stesso nel 2006. Anche io, all’epoca, ero appagato e, forse, un po’ stanco e deluso.
Anche io, proprio in Galles, per combinazione nella stessa gara portai a termine un’ottima prestazione e, come Hirvonen, anche io arrivai sorprendentemente secondo, dietro a un’imbattibile Suzuki ufficiale, regalando il “mondialito” costruttori alla Renault. Era stato il mio canto del cigno, il mio addio al mondiale.
Poi, dopo un paio di mesi, mi arrivò una chiamata e la mia carriera di pilota ricominciò praticamente da capo. E’ passato tanto tempo, ho avuto una splendida seconda vita agonistica nel Campionato Intercontinentale e poi Europeo, portando a casa vittorie, titoli e gloria.

E ora? Sebbene, per la situazione attuale, tutto e tutti non possano che prospettarmela, non mi sento ancora di porre la parola fine alla mia esistenza di pilota.
Sapete, avrei ancora qualcosa da dire, tanto da esprimere, un po’ di emozioni da regalare e, in fondo, vorrei potermi congedare anch’io, con un ultimo, struggente e meraviglioso canto. Il mio.

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