IL PILOTA CHE È IN ME STA RITORNANDO: DOMANI DI NUOVO IN GARA.

luca

Una pausa. Una lunga pausa. È passato più di un anno dalla mia ultima gara, a settembre dello scorso anno, a Oviedo, in Spagna. Ma in realtà è passato molto di più…
La mia vita di pilota andava avanti da oltre 15 anni e fare le valigie ogni due settimane, prendere aerei per rimbalzare da una parte all’altra dell’Europa e infilarmi in un abitacolo di una macchina da corsa era diventata ormai una routine. Sì, una routine, molto anomala però. Una routine per nulla monotona. Anno dopo anno, la mia vita è stata scandita dalle mie stagioni sportive e io riesco a ricordarle distintamente, una dall’altra, perché ogni gara ha avuto la sua storia e ha fissato nella mia memoria immagini, episodi e ricordi che si distinguono perfettamente e rendono questa lunga routine indimenticabile e ben caratterizzata. Poi lo stop. In realtà non c’è stata una decisione ben precisa, non è stato determinato da una scelta ma è arrivato da una serie di situazione ed eventi che lo hanno imposto.
Forse ne avevo bisogno. Avevo la necessità di provare a fare dell’altro, la voglia di cambiare lo scenario e le regole del mio gioco. Ed è così che sulla valigia delle gare ha iniziato ad accumularsi la polvere e il mio ambiente naturale quotidiano non è più stato l’abitacolo di una vettura ma un ufficio. Ma non solo. Quest’anno ho fatto tante altre cose e lo sapete. Anche quest’anno è stato tutt’altro che monotono.
Quello che ne è venuto fuori è un dipinto molto diverso da ciò che ero prima, con qualche richiamo al passato e con colori e soggetti non del tutto definiti. Io sono un inguaribile ottimista e come sempre, sulla tela della mia vita, tra tinte sfuocate e sagome non ancora definite, intravedo un capolavoro.
Certo, c’è ancora molto da fare. Ma come dice una canzone “il destino ha più fantasia di te” ed è così che proprio alla fine di un ciclo di scadenze e progetti, la vita mi ripropone subito l’amore più grande: le corse.
Non si può parlare di un vero e proprio ritorno: sono stato invitato a una gara-spettacolo che ha più il sapore di un ritrovo di vecchi amici provenienti dagli angoli di mezza Europa che una gara vera e propria, ma è comunque l’occasione per mettersi di nuovo il casco in testa.
Nel frattempo si stanno muovendo un po’ di situazioni e da qui a fine anno e potrei doverlo indossare nuovamente più volte. Vedremo. Per il momento mi gusto il sapore di ritrovare vecchie abitudini, movimenti e meccanismi che quando erano assidui e ricorrenti non apprezzavo così tanto. Vado a correre in una terra lontana, in Arzeibajan, e non sarà un rally tradizionale ma una gara spettacolo all’interno di un palazzetto. Ho voglia di staccare, divertirmi e gareggiare.
Sto andando a prendere l’aereo, ho una valigia e un solo bagaglio a mano: il mio casco da gara e non vedo l’ora di rimettermelo!

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